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sabato 12 ottobre 2013

Ritiro del Consiglio pastorale

La Parrocchia di Santo Matius Penginjil - Bintaro
Quando parliamo del Consiglio pastorale della parrocchia, che cosa vieni in mente? é una cosa inutile? é soltanto la formalità? Serve solo per fare le attività affinché ci sono delle cose da mettere per scritto da dire al Vescovo???
Dimenticate tutte queste risposte. Fin dall'inizio, la parrocchia dove sono adesso da quattro mesi circa, funzione benissimo a causa della partecipazione molto attiva dei laici. Circa cinque anni fa, era dovuto costruire un altra parrocchia perchè la chiesa è troppo piccola per contenere diciotto mila fedeli per tutte le cinque messe di domenica. Adesso noi sacerdoti possiamo respirare più tranquilli perché accompagniamo soltanto dieci mila fedeli circa, con più di quattro cento attività annuale.
La domanda più geniale sarebbe: come si gestisce quelle attività? Non aggiungiamo le altre cose spetta al minister sacramentale, le messe nelle famiglie, i funeral, il canonico, gli insegnamenti nelle università, l'administrazione della parrocchia ecc...
Certamente il prete non deve fare tutto e non può fare tutto! Perciò, abbiamo bisogno di un consiglio pastorale, dei prodiaconi, dei volontari, dei catechisti, degli operatori sanitari, dei sagrestani, delle sicurezze .... tutti devono sentirsi che la communità parrochiale è composta da tutti i membri della parrocchia. Perciò... se fosse possibile, tutti dovrebbero partecipare, in un modo o altro, nelle attività parrocchiale.
Celebrare il patrono della stazione di San Bernadette - Tamanmangu
A che cosa serve il Consiglio Pastorale? Considerando la linea di guida della Diocesi di Giacarta, ho notato che il Vescovo desidera lo sviluppo della comunità di base, in cui la famiglia è l'agente principale. L'educazione Cristiana dei fedeli trova il suo centro nella famiglia. Perciò, I responsabili della parrocchia devono impegnarsi molto sulla pastorale delle famiglie: il rapporto tra marito e moglio, il perdono, il dialogo religioso, il vivere da Cristiano nel contesto plural, le sfide della modernità ecc. Credo che in tutti I settori, il prete non può entrare dappertutto. Il parroco ha bisogno dei collaborator, che sono I laici.
Stasera, ci raduniamo tutti... prepariamo il nostro cammino. Prima di progettare le attività del futuro, dovremo restare uniti sulla direzione e la meta da raggiungere.
Chiederei le vostre preghiere, affinché ciò che stiamo facendo... sia benedetto dal Signore.
 
P. Alfonsus Widhi, sx
il 2° vice parroco

giovedì 29 novembre 2012

Spiritualità della città / spiritualitas kota

è da quasi un anno che sono rientrato in Indonesia. Sento ancora il battito del cuore della bellezza dello studio che ho terminato a Roma un po' più di un anno. Infatti, finora il ritmo di vita è sempre quello... non ci sono tanti cambiamenti. Ero a Roma con 4 milioni di abitanti... adesso a Jakarta, ci sono più di 10 milioni abitanti.... il ritmo della vita frenetica si trova anche qui. La pazzia per il traffico tremendo, la pioggia che porta i problemi con i viaggiatori dei moto-motorini, il tempo breve per la famiglia, il tempo perso per viaggiare ecc. Insomma, la dinamica del vivere in città mi fa riflettere sulla spiritualità della città. Di che cosa si tratta dal punto di vista evangelico?
 
La spiritualità della città è legata al modo di vivere la vita in comunione. Così lo stare insieme con gli altri apre una strada per condividere il principio, il fondamento e il punto di orientamento della vita di ciascuno. Di conseguenza, l’aspetto comunitario della città restringe una vita privata separata dai muri e sviluppa la bellezza della condivisione.
p. alfonsus widhi
misionaris xaverian
 
Spiritualitas kota terkait dengan sebuah gaya hidup dalam kebersamaan. Maksudnya, tinggal bersama orang lain membuka sebuah jalan untuk saling berbagi juga prinsip dan dasar kehidupan, maupun hal- hal yang menjadi orientasi pokk dalam kehidupan. Jika hal ini terus dihidupi, kita bisa berharap bahwa aspek komuniter dari kehidupan di kota bisa makin menekan sebuah kehidupan privat yang dipisahkan oleh dinding-dinding yang tinggi... dan semakin bisa mengembangkan sebuah semangat saling membagi, layaknya dalam sebuah keluarga.
p. alfonsus widhi
misionaris xaverian

venerdì 16 novembre 2012

St. Agostino: Riposo

mio confratello Andrea, adesso è un missionario in Mozambico 
 
Il riposo, è il fine  a cui tende la creazione e il suo compimento. E noi siamo artefici con Dio di questa pienezza. Di conseguenza, il riposo è il tempo liberato, è un anticipo del riposo escatologico. È la fine senza fine. (Agostino: sermone IX, 3)
è vero che il riposo è un momento non-efettivo, non-produttivo? A volte si pensa che il riposo è un momento libero, facoltativo, un periodo di non far niente e perciò non si produce nulla! C'è sempre la tensione tra lavorare e riposare. Però, ricordiamoci che il riposo è un periodo difficilmente da passare perchè in esso, l'uomo deve conquistare se stesso!
Buon riposo...
 

sabato 21 luglio 2012

Spiritualità degli insegnanti della Parr. San Matteo - Jakarta


Un gruppo nascente nella parrocchia di San Matteo, Bintaro, Jakarta si chiama Paguyuban Guru dan Dosen di Paroki St. Matius – Penginjil / PGDM (l’associazione degli Insegnanti e Docenti di San Matteo - l'evangelista). La prima domanda che si pone è: Che cos'è? Da dove viene? Per che cosa è formata?
Per capire di cosa si tratta, ci sono quattro elementi che istituiscono il PGDM: la Chiesa come comunione dei fedeli (della gerarchia e dei laici), la missione dei laici, la vocazione e l-organizzazione stessa (PGDM).
La Chiesa, secondo la descrizione dell-esortazione Christifedeles Laici, viene descritta con l’immagine della vigna usata dalla Gv 15,5 "Io sono la vite, voi i tralci". La Chiesa è il popolo di Dio riunito intorno a Gesù Cristo, la vera vita, la sorgente della vita e la vera essenza del cristiano. Così, l'idea è stata portata qui non è un'idea che rompe il legame all’interno della vite, per esempio: la divisione tra la gerarchia e i laici, la prima classe della vita cristiana sarebbe i sacerdoti, mentre quella seconda è tutto il resto del popolo di Dio. Non dimentichiamo che all’interno della vite, della Chiesa c’è l’unione Gesù Cristo e coloro che lo amano, e perciò lo seguono (cf. il vangelo della XVI domenica Mc 6,30-34)
Da qui possiamo capire, che la missione dei laici è radicata nella sua identità battesimale (cioè, come qualcuno che cammina dietro Gesù) e cresimale (come qualcuno che rende testimonianza di Lui).
Se fosse così, ora potremmo comprendere che il compito di un insegnante non è solo una professione (che conosceva la parola “in pensione”), anzi, è anche una chiamata (come un dono e compito di una vita!). Gli insegnanti hanno un dono per moltiplicare le parole. Questo è un carisma profetico. Perciò, i suoi impegni non sono di carattere suplementaria per completare le attività del parroco, o facoltativo, o passa tempo o di seconda importanza! L’insegnante, come una vocazione nella Chiesa, hanno il dovere, con il suo carattere laico a vivere nel mondo. La forza della sua testimoniano deriva dalla Vera Vite (Gv 15,5).
p. alfonsus widhi sx

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